mercoledì 10 febbraio 2016

Movente






Un cuore grande così!


Istallazione artistica per lettere d'amore.
Materiali utilizzati: Gommapiuma, filo di nylon e legno per il sostegno.


martedì 12 gennaio 2016

UN PONTE in BOZZETTI

Bozzetti preparatori per una nuova opera su tavola a tema urbano.  Essendo l'opera da eseguire in formato orizzontale ho scelto un soggetto che si presti perfettamente alle dimensioni, il ponte. In questo post vi mostro come si può sviluppare un tema fino a lasciarne un lontano richiamo e cambiare argomento.

Nella prima prova ho scelto una vista frontale, di prospetto, tanto per studiare la composizione nei suoi pesi.


Nella seconda sono passato subito ad una impostazione prospettica creando maggiore drammaticità alla scena con una angolazione scorciata dal basso ed inserendo una luce che fosse a pelo dell'acqua in modo da illuminare le parti sottostanti ed interne del ponte per riempirlo di luce e smaterializzarlo un po' per alleggerire la massa strutturale.



Nel terzo esempio il ponte si trasforma in un edificio composto da tre corpi principali, il centrale di connessione che nella sua struttura ricorda il ponte. Gli altri due gruppi, uno al di qua e uno al di là del ponte, ottenendo una successione di tre pini frontali paralleli tra loro, e conferire all'opera maggiore profondità.


Nel quarto esempio scambio il soggetto con il contesto, dove il ponte si raddoppia, ma perde importanza per trasferirla agli edifici che si affacciano sul fiume. Notare che la scena sta ruotando


Nel quinto bozzetto il ponte si trasforma in cavo telefonico teso tra due tralicci, non collega più due parti fisiche della città, ma connette le persone. Al di sotto di esso si erge un muro che taglia il campo in due piani frontali. Al di qua del muro c'è una strada deserta dove sono stati abbandonati degli oggetti, mentre al di là del muro ci sono due capannoni e si intuisce che c'è una spiaggia, una linea segna il mare, l'orizzonte. 



English version

Preparatory sketches for a new work on canvas in urban theme. Since the work to be performed in landscape format I chose a subject that lends itself perfectly to the size, the bridge. In this post I show how you can develop a theme to a distant person to leave recall and change the subject.
In the first test I chose a front view, elevation, time to study the composition in his weights.
In the second it is passed immediately to a setting perspective creating greater drama to the scene with a foreshortened angle from below and inserting a light that was in the water surface so as to illuminate the underlying parts and interior of the bridge to fill it with light and a bit smaterializzarlo 'to ease the structural mass.
In the third example the bridge is transformed into a building composed of three main bodies, the central connection that in its structure reminiscent of the bridge. The other two groups, one on this side and one on the side of the bridge, obtaining a succession of three frontal pines parallel to each other, and confer greater depth to the work.
The fourth example exchange the subject with the context, where the bridge doubles, but lost importance to transfer it to the buildings that overlook the river. Note that the scene is rotating
In the fifth comp bridge turns into telephone wire stretched between two pylons, not links and two physical parts of the city, it connects people. Below it stands a wall that cuts the field in two frontal planes. On this side of the wall there is a deserted road where they were abandoned objects, while beyond the wall there are two sheds and one senses that there is a beach, a line marking the sea, the horizon.

domenica 6 dicembre 2015

Monti Martani in mostra

In occasione della mostra di pittura e fotografia dal 5 al 8 Dicembre 2015, organizzata dall'associazione OROS, presso il Cenacolo San Marco, ho realizzato due vedute dei Monti Martani.
Ho scelto queste due viste poiché sono in stretto contatto con la città e la sua contemporaneità, una mette in stretto rapporto i volumi degli edifici, che si adagiano sulla piana, con la grande massa del Monte Eolo, che sovrasta il tutto come fosse a guarda. L'altro è il prolungamento della città tramite le arcate della ferrovia che la mettono in collegamento con i territori circostanti. Sovraztato dalle torri di guardia di Rocca San Zenone.

Il soffio del Monte Eolo - 65x45 cm - Acrilico su tavola

Passaggio ad Est - 65x45 cm - Acrilico su tavola

lunedì 26 ottobre 2015

Teoria del rifiuto

Ogni oggetto per colorarsi deve riflettere il colore con il quale vuole mostrarsi ed assorbire tutto il resto dello spettro solare. Per dirla con parole più semplici l’oggetto in questione si veste dei propri rifiuti, così una rosa rossa è rossa perché il rosso è il colore che essa rifiuta. Osservando tutto quello che ci circonda noteremo che viviamo sommersi di luce rifiuto. Ogni oggetto, persona ed essere vivente si mostra agli altri, e a se stesso, con rifiuti. Il bel maglione ceruleo comprato ai grandi magazzini non è altro che un rifiuto.
Applicando questo concetto all'idea di bellezza che abbiamo delle nostre città mostreremo le parti rifiutate di essa, quelle che non considereremo mai come rappresentative, ed ecco che INCENERITORI, CIMINIERE, TRALICCI ELETTRICI, SYLOS, fabbriche e discariche varie divengono i monumenti. L’inquinamento prodotto la nostra arte più eccelsa.
Ed ecco che il quadro per mostrare il bello non può sottrarsi a mostrare i nuovi monumenti simbolo e colorarli di quei colori che essi macinano, bruciano, pressano e conservano in un misto confuso grigiore.


Sylos - Acrilico su tavola  55x40 cm

Ciminiera di periferia - Acrilico su tavola 50x70 cm

Inceneritore - Acrilico su tavola 60X40 cm

Traliccio - Acrilico su tavola 65X42 cm


lunedì 24 agosto 2015

ESTEMPORANEA SUBIACO 2015

Sogno - Acrilico su tela, 50x70
Vincitore di uno dei dieci premi speciali del concorso.

Vi presento il luogo:

Camminando sul sentiero che porta dai ruderi della Villa di Nerone al Santuario dei Benedettino incontriamo questa cappellina dedicata a Santa Maria in oro.


Le prime stesure di colore e... i primi ripensamenti



Verso la conclusione



giovedì 6 agosto 2015

LA PRIMA RECENSIONE

Oggi, con grande sorpresa, ho ricevuto la mia prima recensione artistica da parte del mio amico, collega e maestro Alessio Patalocco.

Ecco a voi il testo:

LARIS E LA PALPABILITA' (LOGICA) DEL NULLA

Il mondo irreale non è qualcosa di sconosciuto e fumoso, ma esiste, è ben congegnato, ludico e, soprattutto, estremamente razionale!
Questo è quello che si prova quando si osservano le opere di Laris, qualcosa che sta tra il gioco e la vita, qualcosa di irreale ma palpabile, qualcosa di auspicato e temuto ma sempre presente; qualcosa che sembra voler dire che il mondo non è altro che la rappresentazione di se stesso ai nostri occhi.
Laris sembra riprendere questo concetto classico: se ne appropria, lo analizza, lo sviscera a fondo e lo ripropone agevolmente a noi, spiegandoci (dopo averlo fatto a se stesso) i segreti e la corretta disposizione degli elementi presenti nella sua rappresentazione del mondo; quasi come fosse qualcosa di costruibile, fattibile, esistente in potenza.
Anche Athanasius Kircher si perdeva spesso nella spiegazione logica e razionale di oggetti e architetture mitiche, come se fossero effettivamente costruite. La forza di tale capriccioso (ma ingegnoso) atteggiamento sta soprattutto nel farci intendere che anche quelle architetture mitiche sono possibili e soprattutto reali!
Da qui allora partono gli oggetti estrusi (i "frammenti"), che sembrano essere ottenuti da una massa magmatica di luce e passati alla profilatura tramite una qualche sagoma di una officina astratta; l'attenzione per il sociale (ne "il tempo che passa e nulla trasforma") che emerge dall'uso di figure appena uscite da una cornice pseudo-realista, e trattate come un giocattolo, usando gli stessi mezzi espressivi di un macchiaiolo contemporaneo.
Infine il racconto didascalico e diretto (come ne "le immagini evocano parole"), in cui l'uso di codici semplici e diretti sembrano celare un qualche intricatissimo giro cervellotico di significati che forse non verranno svelati mai!

Il mondo di Laris è logico, razionale e ludico, ma la vera forza sta nel saperci raccontare proprio ciò che sembra contenere: l'idea infinita del Nulla, ricco di rappresentazione.

Dott. Arch. Alessio Patalocco

Grazie Alessio, hai saputo tradurre con parole i miei pensieri fatti di immagini.

Link:
http://www.alessiopatalocco.eu/?page_id=36

lunedì 20 luglio 2015

I LUOGHI SCOMODI

Ci sono i NONLUOGHI (luoghi di passaggio senza identità), gli IPERPAESAGGI (fotografie di paesaggio con testo interattivo) e poi ci sono quei luoghi, creati dall'uomo, che troppo spesso fingiamo non esistano, ma che tutti i giorni condizionano la nostra vita consciamente ed inconsciamente. Li chiamerei i LUOGHI SCOMODI, (scomodi alla politica, a chi pensa solo a consumare, a chi non ha rispetto per l'ambiente)
Usiamo elettrodomestici ogni giorno come fosse sempre stato così, senza ricordarci da dove viene l'elettricità consumata, come arriva a noi e come è prodotta.
Ecco qua! Voglio raccontarvi la quotidianità di tutto quello che facciamo ogni giorno tramite delle immagini colorate, ma viste sempre dal lato che meno immaginate.

There are NON-PLACES (places of passage without identity), the IPERLANDSCAPE (landscape photographs with interactive text) and then there are those places, man-made, that too often we pretend do not exist, but that every day affect our lives consciously and unconsciously. I would call them the UNCOMFORTABLE PLACES, (uncomfortable to politics, to those who think only to consume, to those who have no respect for the environment)
Appliances we use every day as it always has been, without remembering where does the electricity consumed, how it gets to us and how it is produced.
Here it is! I want to tell the daily life of everything we do every day through the colorful pictures, but always seen from the side that you would not immagine.

Inceneritore - Acrilico su tavola 60X40 cm

Traliccio - Acrilico su tavola 65X42 cm